Diario di Viaggio

11/03/2015

Una delle mete che ho sempre sognato di raggiungere era Istanbul, la città dei cento nomi.

Crocevia tra oriente ed occidente Istanbul esercita un fascino eccezionale sul viaggiatore, lasciando qualcosa di indelebile nella sua anima.

La città è un perfetto esempio di multiculturalità, e, nonostante le spinte integraliste e i duri attacchi terroristici, in essa convivono pacificamente le tre maggiori religioni monoteiste: Cristianesimo, Islam ed Ebraismo.

Per mio modo di essere affronto il viaggio non da turista ma da viaggiatore, questo mi porta ad esplorare soprattutto le zone che non sono segnalate dai depliant turistici; ciò mi ha spinto verso quelle zone vissute prevalentemente dai cittadini di Istanbul, per assaporarne gli odori, i suoni ed i colori.

La città colpisce subito per la sua enormità e diversità.

Spostandosi sull’altra riva, quella orientale, si approda nel suggestivo quartiere di Uskudar, colmo di locali, gente che beve e conversa e di tanti bei cagnoloni, ansiosi di farvi da guida lungo i vicoli.

Fermatevi a gustare le specialità culinarie e a conversare con la gente, troverete tutti molto disponibili e pronti a raccontarvi aneddoti divertenti e originali.

Nel visitare Istanbul osservate la dovuta e normale prudenza, ma non vi fate condizionare dall’incubo terrorismo, perché questo sarebbe una grande sconfitta per chi ama i viaggi e quindi anche la fotografia.

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