La Piazza dei Mestieri è una fondazione che predilige gli scopi sociali, oltre a tutte le altre attività che si svolgono regolarmente all’interno degli istituti di Torino, Milano e Catania. Nella sede Catanese si contano circa 250 alunni del settore ristorazione, di età compresa tra i 13 ed i 20 anni, includendo al suo interno ragazzi di origine straniera spesso con trascorsi di vita non semplici e svariati casi di disagio medico, culturale e sociale.

Vengono prodotti corsi di formazione professionale di estrazione eterogenea ed il dott. Mario Traina , negli ultimi 3 anni in veste di docente, chef e direttore didattico per l’area di competenza,  si è assunto l’impegno e la responsabilità di costruire un modello per i corsi di gastronomia nella sede Catanese.

Egli si è posto l’obiettivo di replicare in piccolo un modello basato sulla struttura dell’Università di Scienze Gastronomiche, di cui è Ambasciatore, riadattato alle esigenze ed alle peculiarità del contesto in cui si opera.

Essenziale l’appoggio dei colleghi che con grande credo hanno portato avanti il loro lavoro con la stessa tenacia e valori educativi,  senza i quali sarebbe stato difficile raggiungere importanti risultati.

Nel corso degli anni, man mano che il progetto assumeva tratti sempre più chiari e delineati, si è osservato che – seppur  il punto di partenza fosse caratterizzato da presupposti chiaramente problematici e limitanti – la cultura prodotta all’interno delle classi e dei laboratori ha agito da catalizzatore per tutti gli altri aspetti educativo-sociali.

Ed infatti la crescita personale dei ragazzi e degli insegnanti, il senso di appartenenza ad una famiglia scolastica, il miglioramento delle condizioni psicologiche generali e personali, quelle affettive e sociali, sono sensibilmente migliorate, generando benessere psicofisico quotidiano per tutti i membri.

Oggi questo movimento educativo può avvalersi di una luce culturale e aggregante di grande valore. Infatti quest’anno è stata fondata la C.E.G.E., Comunità Educativa Gastronomica Etnea.

Prendendo parte alle iniziative da essa proposte, gli allievi che provengono da contesti urbani periferici, disagiati, legati a condizioni di illegalità, inquinati socialmente ed impoveriti culturalmente, possono raccogliere le forze per una rinascita personale ed un sostegno al benessere condiviso, il tutto tramite il cibo come legante e narratore.

La natura splendidamente sensibile, bisognosa di attenzioni e cure, ma dotata di un potenziale espressivo sconfinato dei ragazzi emerge chiaramente in seguito al contatto instaurato con un mondo “nutriente” che è sempre più difficile tenersi vicino, questo è lo scopo principe del progetto.

Si tratta di una eccezionale riforma educativa che trae origine a dalla natura stessa dei ragazzi: fiori nel cemento che ribaltano la logica dell’ordinario.

La gastronomia come mezzo e non come fine.

Mario Traina

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